LA VAL DI CHIENTI LA VIA DELLE ABBAZIE

Per visitare il Piceno seguendo le pietre che sanno parlare all’anima, vi accompagnerò nelle tranquillità e nella pace della campagna marchigiana, in un percorso che toccherà tre delle principali Abbazie che si trovano lungo il decorso del fiume Chienti e che hanno segnato la storia della Regione Marche. Itinerario consigliato anche agli appassionati di bicicletta, con distanze non eccessive, dislivello di solo 200 metri, su un percorso di strade secondarie asfaltate, per buona parte in ombra. Il paesaggio attraversato è quello tipico delle campagne marchigiane nate lungo la piana alluvionale dei fiumi, in questo caso del fiume Chienti.

ABBAZIA IMPERIALE DI SANTA CROCE AL CHIENTI

 

Se optiamo per la macchina, dopo aver raggiunto il centro di Casette d’Ete, oggi centro calzaturiero, a pochi Km da Porto Sant’Elpidio, giriamo a dx direzione Montecosaro, superiamo l’Ete Morto, quindi alla rotatoria prendiamo la prima uscita su una stradina di campagna solo nell’ultimo tratto non asfaltata.
In mezzo a campi coltivati troviamo l’ Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti, oggi proprietà privata, aperta solo i primi due mercoledì del mese (14,30 – 18). Quindi consiglio questo orario per iniziare la visita, anche per godere dei colori del tramonto lungo tutto il percorso.
Ebbe una importanza enorme nel periodo del suo massimo splendore. Intorno all’anno 1000 l’abbazia fu la punta di diamante di un sistema di difesa teso a bloccare una possibile, stabile presenza saracena lungo la ricca valle del Chienti e poi un saldo e fedele punto di appoggio per gli imperatori e i loro vassalli che elargivano donazioni e protezioni.
Dopo alterne vicende e soprattutto con la fine delle lotte per l’investitura e il prevalere del potere papale su quello imperiale, Santa Croce, da sempre fedele all’imperatore, perse la protezione imperiale e iniziò un lungo e inesorabile periodo di crisi. Tanto che nel 1790, il vescovo fermano, Andrea Minnucci, trasformerà il complesso abbaziale in casale agricolo, manomettendo pesantemente la struttura e gli ambienti comunitari intorno alla chiesa che sono così andati perduti.

Oggi possiamo ammirare la pianta basilicale a tre navate di epoca romanica edificata tra l’XI e il XII secolo, con una zona presbiteriale molto ampia e sopraelevata. Vale la pena dunque di visitare questo luogo dove lavoro e preghiera hanno segnato il tempo, luogo della storia e delle nostre radici.

ABBAZIA SANTA MARIA A PIE’ DI CHIENTI

Santa Maria a piè di Chienti

Tornati indietro sulla strada principale, alla rotatoria seguiamo le indicazioni per Montecosaro Scalo. Appena superato lo svincolo della superstrada Civitanova-Macerata, troviamo sulla sx le indicazioni per l’ Abbazia di Santa Maria a Piè di Chienti. (orario 8-12/ 14-20).
La prima cosa che ci appare è l’abside a struttura poligonale, originale del X secolo come anche le fiancate esterne, che creano un bell’impatto visivo.

Particolare l’interno a pianta basilicale, distinto in due chiese. Nella chiesa superiore notevoli affreschi del ‘400 con episodi dell’infanzia di Gesù. Su tutto domina la figura imponente e ieratica del Cristo Pantocreatore inserito in una mandorla.

Abbazia Santa Maria A Piè di Chienti

Caldi toni rosati al tramonto, per la luce che filtra da lastre di alabastro delle finestre, regalano un’atmosfera particolarmente suggestiva.
Il passaggio dalla chiesa inferiore a quella superiore, prima della realizzazione della scala più ampia nella navata dx, avveniva attraverso la strettissima “scala della penitenza“,così detta perchè i frati troppo corpulenti, non potendo accedere per essa alla chiesa superiore, dovevano far digiuno per dimagrire.

ABBAZIA DI SAN CLAUDIO AL CHIENTI

Abbazia di San Claudio al Chienti

Per visitare l’ultima Abazia delle giornata, possiamo proseguire sulla provinciale verso Macerata o addentrarci nella campagna marchigiana prendendo una strada secondaria sulla dx subito alla fine del centro abitato di Montecosaro, sempre direzione Macerata.
Sembrerà di perderci, fiancheggiando compi coltivati, passando sotto una galleria di verdi frondi. All’improvviso in mezzo ad una radura ecco apparire l’abside dell’Abazia di San Claudio al Chienti.
La chiesa monastico-abbaziale sorse nel XI secolo e ci colpisce subito per l’aspetto singolare della costruzione, unico nelle Marche e simile ai Monasteri ravennati con cui sono accertati scambi già nell’anno 1000.
Ai lati della facciata abbiamo infatti due torri cilindriche che si ispirano allo stile bizantino di San Vitale a Ravenna. Anche qui troviamo una chiesa inferiore ed una superiore collegate originariamente solo dalle scale interne alle due torri.
Il ballatoio e la scala esterna furono costruiti nel XIII secolo, creando così un atrio per l’accesso alla chiesa inferiore preceduto da un portale in pietra.

ingresso Abbazia di San Claudio al Chienti
Un bellissimo viale di cipressi dà l’accesso alla chiesa e situato in fondo nel verde, direttamente accanto all’Abbazia, sorge l’omonimo ristorante, sinonimo di qualità e tradizione.

Se il pomeriggio volge al termine e volete concluderlo degnamente, vi consiglio un assaggio delle specialità marchigiane in questa splendida location. Dal lesso alla stracciatella, dalle olive al’ascolana allo stinco di vitello, ogni piatto è superbo, fatto con materie di prima scelta e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Da non perdere la specialità, i canelloni.
Contrada San Claudio 16 – Corridonia (MC)
www.ristorantesanclaudio.it


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