Loreto e la santa Casa

Se foste capitati nelle Marche diversi anni fa, la notte tra il 9 e il 10 dicembre, vi sareste sorpresi di vedere lungo la costa Adriatica, da Ancona a San Benedetto, alti falò. La preparazione iniziava già molti giorni prima. In molti, tra i ragazzi, si ritrovavano per raccogliere legna, cassette della frutta, pigne secche e tutto ciò che poteva essere bruciato per rendere il falò ( o come si dice da queste parti , “ lu focaraccio “), il più alto e il più lento a spegnersi del proprio quartiere.


Oggi questa tradizione è quasi scomparsa; piazze, marciapiedi e aiuole hanno ridotto notevolmente la possibilità di accendere fuochi.
Resiste chi ha un giardino o un orto, come quello della mia amica che con il marito e i figli ancora ripercorre una tradizione così antica.
Ed è con lei che sono andata quest’anno, per la prima volta, a Loreto, proprio quella sera.

Arrivate in piazza della Madonna, l’atmosfera era molto suggestiva per le fiamme già alte del fuoco acceso, proprio sulla piazza di fronte la basilica, dove stavano bruciando tutte le buone intenzioni che durante l’anno i pellegrini al santuario avevano lasciato, perchè salissero in cielo al cospetto di Cristo. Immagini proiettate sulla basilica, accompagnavano una voce narrante che ripercorreva le fasi del viaggio della Santa Casa dalla Palestina.
Una serata piena di tradizioni e spiritualità che rende Loreto un luogo magico a cui si vorrebbe sempre tornare.
Nel corso della serata, la mia amica Rossella, mi ha spiegato il motivo di quella tradizione.

Loreto e la Santa Casa

-“Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 un evento soprannaturale si verificò in queste zone.
Al tempo della riconquista mussulmana della Palestina, la casa, dove Maria ricevette l’” annuncio” dall’arcangelo Gabriele e dove nacque Gesù, venne trasportata in volo dagli Angeli, da Nazareth fino nelle Marche, su un colle coperto di lauri, in latino laurus da cui Lauretum e quindi Loreto, dopo alcune soste nei pressi di Fiume, Ancona e Porto Recanati, località rivelatesi non troppo sicure da assalti di ladri e briganti.
Questa la tradizione orale, come mi ha spiegato la mia amica, ma gli studiosi sono riusciti a ripercorrere la storia di quegli anni e a trovare fonti attendibili che confermassero che la Santa Casa è proprio quella della Vergine e di Gesù. Nelle fondamenta sono state ritrovate, infatti, due monete che ci portano ad Atene, dove regnava proprio in quegli anni Niceforo Angeli.

Le vicende storiche

Nel 1294, la figlia di Niceforo va in sposa a Filippo d’Angiò, figlio del Re di Napoli, Carlo II.
Per impressionare positivamente gli Angiò, Niceforo da in dote alla figlia le Sante Pietre, appartenute da tempo alla famiglia Angeli, ramo collaterale della dinastia imperiale bizantina, avvalendosi dell’aiuto di cavalieri crociati.”
-“Ma allora come mai la ritroviamo nelle Marche ?”- Chiedo a Rossella.
-“Anche a questa domanda è stata data una spiegazione plausibile”.-

Una strana combinazione di eventi

Nel 1924, per volontà di Carlo II d’Angiò, diventa papa Celestino V, che come noto rinuncerà al pontificato il 13 dicembre dello stesso anno.
Nel suo breve pontificato,Celestino non andrà mai a Roma, dove viene sostituito dal vescovo di Recanati, Salvo. E’ possibile dunque che questi, dovendo destinare a nome del papa, una reliquia così importante come la Santa Casa di Loreto abbia pensato al territorio della sua diocesi e le abbia fatte approdare al porto di Recanati.”
Sicuramente una storia avvincente che nel corso dei secoli deve aver affascinato comunità, sovrani, famiglie aristocratiche, prelati e facoltosi privati che hanno voluto riprodurre la Santa Casa di Loreto, identica all’originale, tanto da spingere il Vaticano tra il ‘600 e il ‘700, ad autorizzare ufficialmente le riproduzioni fino ad arrivare a una novantina in Italia e duecentocinquanta circa in Europa.”

Santuario della santa Casa di Loreto

Orario di apertura: dalle ore 6.15 alle 19.30

Sagrestia Santuario

Tel. e Fax: 071 9747155
E-mail: sacrestia@delegazioneloreto.it

notizie tratte da Misteri, crimini e storie insolite delle Marche – (Cancellieri- Minelli)


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