MERLETTO A TOMBOLO OFFIDA

Proseguo il viaggio alla riscoperta degli antichi mestieri e arrivo ad Offida conosciuta per la produzione di vini di alta qualità ma originariamente per il famoso merletto a tombolo.
Infilandomi tra le viuzze e stradine della cittadina arrivo fino alla bottega di Rosa Scartozzi che mi aspetta sull’uscio già intenta al suo lavoro fin dalla mattina in compagnia di amiche ognuna davanti al proprio merletto.
E’ con vero piacere che mi siedo tra loro per ascoltare il racconto della sua vita legato emozionalmente al suo mestiere.

Rosa raccontami di quando eri piccola e di come si presentava il paese in quegli anni:
Ho 82 anni. Ho sempre vissuto in questa Piazza Vallorani. La casa natale è proprio di fronte al mio negozio che è al piano terra della casa dove sono andata ad abitare quando mi sono sposata. Ho visto cambiare tante cose intorno a me. La via del merletto inizia proprio da questa piazza e oggi solo delle targhe e delle foto ricordano le abitudini e la maestria di tutte le donne che vi abitavano e che nei giorni più caldi uscivano a lavorare fuori l’uscio di casa, confrontando il lavoro e dando vita alle lunghe giornate estive.
Da bambina,curiosa come ero, volevo sempre unirmi a loro, ma mia nonna Nicolina mi richiamava sempre in casa. Era lei che insieme ad altre quattro o cinque signore ritirava il lavoro di tante donne, a volte anche con una certa apprensione di non averne a sufficienza per i numerosi clienti, i mercanti di Venezia o Firenze che venivano direttamente ad Offida, o per le signore che venivano dall’alta Italia o dalla nostra regione.
I miei nonni dopo aver ritirato i merletti, dovevano unirli con ago e filo per realizzare tovaglie, lenzuola, tende o centri.
Li rivedo sempre così, con l’ago in mano ad unire tutte le parti di un lavoro che alla fine risultava una vera e propria opera d’arte.

La tradizione del merletto è veramente antica ad Offida:
All’origine il merletto di Offida non si faceva per realizzare un centro o una tovaglia, era solo metraggio. Si facevano delle strisce di merletto e lo testimonia una foto che ha più di 100 anni, dove ci sono tante bambine che stanno tutte imparando la metratura. Si dice che sia stata una signora dell’alta Italia a portare il merletto presso le Suore Benedettine di Offida e che loro poi lo avrebbero insegnato alle donne del paese. Ma non si è certi di questa origine. Fatto è che qui specie dopo la guerra era una attività molto fiorente che dava da vivere a quasi tutto il paese. Anche mia suocera lavorava il tombolo. Lei però più che altro lo vendeva. Partiva al mattino con la valigia piena e andava verso Ancona, Macerata, Senigallia.
Altre andavano verso Roma e il nord Italia. D’estate andava al mare e camminava tra gli ombrelloni con la sua valigia. Prendeva così indirizzi di signore interessate che poi raggiungeva d’inverno nelle proprie abitazioni. Quando tornava ad Offida mi dava tutti gli indirizzi di quelli che avevano acquistato e ogni volta che arrivava un vaglia postale per il pagamento rateale, dovevo rimandare la cartolina gialla delle poste con su scritto:
“Ho ricevuto le 5000 lire, ti saluto e ti ringrazio”.
Era tanto presa dal suo lavoro che gli ultimi anni della sua vita (è morta a 96 anni) aveva nel portafoglio tutte le figurine dei calciatori dei nipoti credendo fossero ancora tutti i bigliettini degli indirizzi dei clienti.

Da chi hai imparato a lavorare il tombolo:
Io sono 40 anni che lavoro il tombolo, ho imparato da mia madre. Da piccola gli toglievo gli spilli da “lu capzzal” il cuscino imbottito su cui poggia il lavoro, per aiutarla. Poiché non mi voleva dare i fuselli per paura che li rovinassi, me li costruivo da sola con dei piccoli pezzetti di legno che prendevo dal camino, ci arrotolavo quel poco di filo che mi dava e cercavo di lavorare con quegli strumenti rudimentali per quanto mi piaceva.
Il merletto richiede tempo e pazienza, ad esempio per realizzare una striscia di merletto per una tenda, 8 metri, ci ho messo 2 anni, lavorando con 350 fuselli contemporaneamente.
Amo le cose complicate, 2 anni fa ho fatto un’altra striscia sempre per una tenda, lavorando con 260 fuselli, chiaramente non per venderla. Non avrebbe prezzo.

Il lavoro che hai davanti è un bellissimo disegno. Cosa ne verrà fuori:
Ho sempre fatto i centri. Qui ognuno ha il suo disegno e se io provo a realizzare un lavoro diverso dal mio non riesco ad ottenere la stessa precisione di chi lo fa da sempre. Ognuna ha la sua mano, tanto che mio figlio sta cercando di raccogliere un pizzo per ogni maestra di Offida da conservare a memoria del suo lavoro.
Molte purtroppo sono già morte e il lavoro fatto da loro è perso per sempre. Ripeto ognuno ha la sua mano e le migliori se ne sono già andate.
Questa è arte, è la storia della mia vita e conservo dei lavori fatti dall’insegnante Tilde con una tela sottilissima e pizzo antico (un tipo di lavorazione). Ho acquistato poco tempo fa un quadro con una dama e un cavaliere, fatto da una signora di Offida che ha una mano incredibile e che io non riuscirei mai ad eguagliare.
Ho dei centri con delle margherite così perfette che sono una meraviglia da guardare.
Come ho detto prima, ognuna ha la sua mano e c’è vera arte in quelle realizzazioni.

Oggi da chi è portata avanti questa tradizione:
Purtroppo oggi non c’è una scuola che tramandi una così importante conoscenza.
Qualche anno fa la signora Tilde aveva introdotto la lavorazione del tombolo nell’ora di applicazioni tecniche nella scuola media dove insegnava, con molto successo. Ma purtroppo quando lei è andata in pensione, secondo me non c’è stata più la volontà di mantenere tale tradizione e di diffonderla nelle nuove generazioni.

E’ cambiata la lavorazione del merletto ?:
Oggi pezzi così pregiati se ne fanno davvero pochi e non si vendono quasi più.
E’ venuta pochi giorni fa una signora che lavora per me e non ho potuto ritirare il suo lavoro perchè non saprei a chi venderlo. Ho provato una delusione enorme e mi sono quasi vergognata di dirle di no. Si lavora a casa per un compenso orario veramente ridicolo, meno di qualsiasi altro lavoro, 2 euro l’ora. Chi lavora oggi, lo fa quasi esclusivamente per sé, non per vendere.
Oggi tovaglie, tende, lenzuola non si vendono quasi più. Quelle che ho, le conservo per me, non si fanno più lavori così complessi.

Chi sono gli acquirenti di oggi ?:
Oggi chi compra qualcosa sono gli americani. Rispetto ad altri stranieri europei, loro sono veramente conquistati da questi lavori. Li riconosco subito, hanno gli occhi che brillano quando entrano in negozio. Purtroppo ce ne sono pochi. Non si è fatto molto in questa regione per sviluppare il turismo straniero e io credo che il merletto di Offida finirà una volta che io e le altre lavoratrici anziane come me non ci saranno più. Chi passa fuori il negozio e mi vede lavorare mi fa un applauso, mi manda baci, perchè si capisce quanto impegno e quanta passione c’è dietro ogni merletto, ma manca la cultura di conservare e mantenere questo grosso valore di conoscenza del mestiere delle merlettaie.
Me ne vado con l’amaro nel cuore, sperando che le ultime parole di Rosa siano una previsione errata e che si capirà quanto sia importante conservare un patrimonio così preziosa da cui acquisire conoscenza.


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