L’incontro con Luigi Pasquali è avvenuto casualmente. Ero alla ricerca di un nuovo modo di esprimere sensazioni ed emozioni e l’opportunità di confrontarmi con il disegno e la pittura hanno rappresentato un’occasione unica e irripetibile, grazie soprattutto alla grande sensibilità ed esperienza di Luigi, che mi ha introdotto nel mondo dell’arte.
Oggi ci facciamo raccontare la sua esperienza di vita e spero che anche da queste poche righe si trasmetta tutto l’amore e la passione che lui nutre verso tutte le forme di arte.

Luigi raccontaci il tuo primo approccio all’arte.
Sono sempre stato appassionato di arte e nutrivo fin da giovane, una grande ammirazione per i grandi artisti, ma lavoravo in tutto un altro settore e non avevo consapevolezza della strada che avrei potuto percorrere Poi un giorno la spinta emotiva è arrivata quasi casualmente, quando, essendomi sposato, decisi di realizzare i quadri per la mia abitazione. Sono stati quelli i miei primi lavori e ancora oggi ripenso a quei primi disegni con tenerezza e gioia.
Ho iniziato quindi con la pittura, era più facile, più immediata, un’opportunità per esprimere il mio modo di sentire, di dar forma alle mie idee.

Guardandomi intorno nel tuo studio, non vedo però solo dipinti ma direi una piacevole confusione di lavori in diversi materiali.
Ecco sicuramente questa è una mia caratteristica, non riesco a fermarmi a lungo in una tecnica, dal disegno alla pittura, della pittura ho sperimentato le varie fasi, acrilico, olio, quando poi ho scoperto l’incisione è stato un amore a prima vista, quindi è venuto il desiderio di realizzare una scultura e oggi faccio modellazione con la creta, ma il mio sogno resta la pietra. Cambiare continuamente tecnica, per vedere ogni volta fin dove posso capire, fin dove posso spingermi per raggiungere un risultato, è una sfida quasi, che ogni volta si ripete con i diversi materiali utilizzati e ottenere il risultato è sempre un momento di gioia ma anche un momento per ripartire verso qualcosa di nuovo, è una parte del cammino, e a volte le mani non riescono a tener dietro alla mente che già è andata oltre.

Raccontaci allora quale è stato il tuo personale cammino nel mondo dell’arte.
Io sono un autodidatta, che ripeto vengo da tutt’altra esperienza; il mio desiderio era quello di far qualcosa con le mani,  un artigiano dell’arte. Vicino a me non c’era nessuno che dipingeva o faceva arte. Questa cosa è nata dentro di me, è cresciuta, l’ho portata avanti da solo, l’ho voluta fare, senza una guida ma nemmeno un esempio che mi indirizzasse. E’ nata spontaneamente. La mia fortuna, unita alla mia tenacia, è stata quella di incontrare sempre persone, artisti, esperti della materia, che mi hanno aiutato a superare ostacoli, difficoltà, lasciando la loro porta sempre aperta alle mie domande, alla mia voglia di conoscenza.

Quando ho inizato con l’incisione, mi alzavo un’ora prima di andare al lavoro per realizzare qualcosa, anche di piccolo ma che dava il senso a tutta la giornata, era qualcosa di irrefrenabile, di fantastico per il piacere di ottenere un risultato che poi doveva essere continuamente superato.
Dall’incisione è venuta fuori la curiosità di produrre personalmente la carta per la stampa e allora ho attrezzato il mio laboratorio come una cartiera e da qui sono partito per realizzare diversi “ libri di artista “, così si chiamano delle raccolte in cui ogni pagina è un quadro che insieme formano un racconto, fatto di emozioni e immagini, non solo e necessariamente di parole.
L’incontro con la creta è stato quasi casuale. Ero stato inviatato a un corso in cui ci si metteva alla prova con questo materiale e la cosa mi ha talmente appassionato che sono andato avanti nella ricerca delle potenzialità espressive dell’argilla, realizzando opere di diverse dimensioni ma tutte tese a mostrare l’umanità, nelle sue debolezze, nelle sue paure, nella gioia e nella meraviglia.
Ma l’argilla poteva darmi ancora una diversa forma espressiva, utilizzandola come calco per modelli in pelle o in tela o in carta, materiali diversi per diverse drammatizzazioni dell’espressione umana.

Secondo te tutti possono avvicinarsi all’arte ?
Sicuramente, chiunque sappia scrivere sa anche disegnare o dipingere. Quello che conta veramente è la motivazione che ci porta a fare tutto questo, può essere la ricerca del bello, qualcosa che sia piacevole da guardare, o qualcosa fatto con le proprie mani,  importantissima e unica. Dovremmo cercare di esprimere sempre  quello che sentiamo dentro attraverso l’arte.

Quando inizi un nuovo lavoro hai un progetto ?
Ogni volta che inizio qualcosa di nuovo, è un qualcosa che dentro la testa si è già formato. E’ un’abitudine che ho preso quando mi dedicavo alla mia passione ma dovevo ritagliare dei tempi al lavoro; in quel periodo con la mente facevo e disfacevo le cose, perciò quando andavo a realizzarle praticamente già mentalmente erano state fatte e rifatte più volte e il più delle volte quello che ne risultava, era qualcosa di conosciuto. Anche ora che ho più tempo, mi è rimasta quell’abitudine.
La cosa più bella è poi quando con un’idea, ti ci addormenta la sera e al mattino hai lo stesso pensiero ancora nella testa, è fantastico, è un pensiero che senti tantissimo, che è tuo e al di là del risultato, sentire dentro questa spinta così forte è gratificante e grandioso.

Per il futuro ?
Ho iniziato tardi e quindi mi trovo nella condizione in cui le forze non riescono più a sostenere tutte le idee che la mente vuole ancora realizzare.
Quando mi dicevano, la pittura è coraggio, non lo capivo. Ora so che ci vuole la forza, l’energia, anche per affrontare il disegno, non solo per la scultura.
Bisogna restare concentrati per ore quando si fa qualcosa che ci appassiona, richiede tanta attenzione e concentrazione quindi anche forza fisica. Ma quello che ancora non mi abbandona, è il desiderio di andare oltre, conoscere i miei limiti, vedere dove la mia creatività ancora vivida mi porterà e quali strade percorrerò spinto da questa passione e curiosità per l’arte che sento sempre accesa dentro di me.

Trasmettere le mie conoscenze a chi si avvicina a diverse forme di arte, è una mia grande passione. Sono disponibile sempre per che abbia voglia di mettersi in gioco e iniziare o perfezionare la propria manualità. E anche se un piccolo corso chiaramente non insegna tutto, introduce sempre alle diverse forme espressive, come una porta che ti fa vedere che si può fare, che si può riuscire se si vuole.
Per chi si avvicina per la prima volta alla pittura è un’occasione per scoprire l’ emozione che si prova di fronte a una cosa realizzata con le proprie mani.
E’ un arricchimento personale di ricerca, di sentire dentro alcune cose ed imparare ad esternarle, se poi si trova qualcuno con cui condividerle è una grossa cosa.

Luigi Pasquali

Porto Sant’ Elpidio (FM)


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