Torre Civica Macerata

Come è possibile abbracciare con lo sguardo le province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Ancona senza salire su un aereo ?
Ora vi racconto come è andata. Una bella domenica di fine dicembre mi trovavo a Macerata per un reportage fotografico della città. Arrivata in Piazza della Libertà, mi viene incontro una guida turistica che mi propone di visitare la Torre Civica, di fianco al Teatro Lauro Rossi.
Mi faccio subito contagiare dall’entusiasmo della guida e entro nello stretto passaggio dei primi gradini, insieme ad un folto gruppo di turisti.


Una vista mozzafiato mi si presenta a ricompensa della salita: dal mare ai Monti della Laga, dal Conero ai Sibillini, con il Gran Sasso a farla da padrone, nel dolce susseguirsi delle colline marchigiane che giustamente sono state apprezzate e pubblicizzate in questo ultimo periodo.
Con i presenti è iniziata subito la gara a chi riconosceva più cittadine delle diverse province.

Dintorni di Macerata

Spiccava tra tutte Fermo, con cui Macerata era entrata in forte rivalità proprio per l’altezza della Torre Civica. La nostra guida ci ha raccontato infatti come i fermani abbiano fatto di tutto per ostacolare la costruzione della torre che avrebbe superato il primato in altezza fino ad allora detenuto dalla Torre del Girofalco di Fermo.
Girando lo sguardo a 360°, siamo riusciti a riconoscere, aiutati dalla guida, le cittadine vicine a Macerata, verso il mare Morrovalle e Montelupone, verso i Sibillini Treia e Pollenza, Petriolo e Corridonia verso sud.
Non contenti e aguzzando la vista (avevo dimenticato un binocolo, cosa che consiglio vivamente di portare), abbiamo distinto il profilo di Recanati e Potenza Picena, Montefano e Cingoli (il balcone delle Marche) ancora più distanti e infine Tolentino alle spalle di Macerata.
Ad un certo punto abbiamo visto che la guida ci invitava a scendere, ma noi presi dalla discussione animata abbiamo continuato a guardarci attorno in attesa anche che i due falchi che da poco tempo hanno preso possesso della parte più alta della Torre spiccassero il  volo.
All’improvviso le campane hanno iniziato a battere i tocchi del mezzogiorno e abbiamo capito.
Troppo tardi. Il rumore era assordante e copriva tutte le nostre voci, ma più eravamo intontiti più ridevamo dallo stupore e dall’emozione.
Finalmente la guida è riuscita a portarci giù per parlarci del complesso meccanismo dell’orologio astronomico ricostruito da Alberto Gorla nel 2014, essendo l’originale ormai perso.

Orologio astronomico

Ci ha illustrato come la bravura di questo orologiaio e la capacità di trarre informazioni dai pochi resti materiali e dai purtroppo lacunosi documenti superstiti dell’antica macchina oraria, renda l’orologio planetario della Torre Civica di Macerata, un patrimonio unico al mondo.
E’ composto da un quadrante a cerchi concentrici che indica l’ora, le fasi lunari e il movimento dei corpi celesti.
Le ore sono scandite dal picchiettio del becco di un uccello chiamato Cesare su un campanello.
Il meccanismo è sincronizzato in modo tale che, due volte al giorno, un sistema di automi composti da quattro piccole statue lignee raffiguranti i Re Magi preceduti da un angelo compia un passaggio inchinandosi davanti a una statua lignea della Madonna con il Bambino, seduta in trono.
Il primo orologio fu costruito dai fratelli Ranieri di Reggio Emilia nel 1571, il cui padre aveva realizzato nel 1499 l’orologio della Torre in piazza San Marco a Venezia e a cui i due fratelli si ispirarono.

Le ore Italiche

La particolarità dell’orologio sta nel fatto che in esso si riportano tutte le conoscenze astronomiche del tempo e che erano patrimonio dei due fratelli.
Esso segna infatti le cosiddette “ore italiche”, un sistema di divisione della giornata in 24 parti uguali che iniziava al tramonto del sole (ora prima) nel momento cioè in cui si poneva termine alle attività lavorative e si chiudevano le porte della città per raccogliersi nella preghiera del Vespro.
Il quadrante evidenziava inoltre il movimento apparente dei corpi celesti: la luna, il sole, i cinque pianeti allora conosciuti (Giove,Mercurio, Venere, Saturno e Marte)e le costellazioni dello zodiaco che ruotavano intorno alla terra, secondo la teoria geocentrica prevalente all’epoca della realizzazione dell’orologio (1571).
Indicazioni di particolare importanza non solo perché forniva informazioni sul calendario e su il succedersi delle stagioni, ma perché consentiva di prevedere gli influssi, benigni o funesti, trasmessi agli individui, al momento della nascita, dalle configurazioni planetarie dominanti.
Per non dire del rilievo conferito al calendario lunare e al succedersi ritmato delle fasi del nostro satellite: dati fondamentali per una società caratterizzata dalla netta prevalenza delle attività agricole.

Una visita dunque consigliatissima per l’alto valore storico e per una visione d’insieme delle dolci colline marchigiane.

Ogni giorno alle ore 12.00 e alle ore 18.00 vieni ad ammirare il carosello con gli automi dell’orologio.

Piazza della Libertà, Macerata

www.maceratamusei.it

Nel corso della settimana la visita sarà su prenotazione alle ore 11.00 e alle ore 17.00

Biglietto intero 4,00, ridotto 3,00.
Biglietto Macerata Musei Palazzo Buonaccorsi, Arena Sferisterio e Torre Civica: intero 7,00, ridotto 6,00.

Il numero massimo di persone per ciascuna visita è di 16.

Per informazioni e prenotazioni: 0733/256361 – 0733.271709.


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